Disturbi dell' Area Motoria e Psicomotoria
Dal ritardo nelle prime tappe di sviluppo alla goffaggine, fino alle fatiche grafomotorie e di coordinazione. Sosteniamo la crescita del tuo bambino attraverso il corpo, il movimento e il gioco.
Il Corpo come Primo Strumento di Conoscenza
Nei primi anni di vita, lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo sono strettamente intrecciati: il bambino pensa ed esplora attraverso il movimento.
Le difficoltà neuropsicomotorie non riguardano solo i “muscoli” o il “movimento in sé”, ma l'organizzazione neurologica che permette al bambino di interagire in modo efficace e armonico con l'ambiente. Può trattarsi di fatiche globali (rallentamento delle tappe di sviluppo) o specifiche (difficoltà nell'usare le forbici, nell'allacciarsi le scarpe, o nell'impugnare la matita).
1. Ritardo Psicomotorio Globale
Quando c'è un rallentamento nell'acquisizione delle tappe fondamentali dello sviluppo nei primi anni di vita.
Sviluppo Posturale e Motorio
Ritardo nel mantenere la posizione seduta autonoma, nel gattonamento, o nell'acquisizione del cammino indipendente (solitamente atteso entro i 15-18 mesi).
Motricità Fine e Manipolazione
Fatica ad afferrare gli oggetti, a passarseli da una mano all’altra, o a sviluppare la ‘presa a pinza’ (pollice-indice) per manipolare piccoli oggetti.
Sviluppo Relazionale e Gioco
Ritardo nella comparsa del sorriso sociale, nell’inseguimento visivo o nella capacità di ingaggiarsi in giochi interattivi e di scambio con l’adulto.
Ipotonia o Ipertonia
Alterazioni del tono muscolare: il bambino può apparire eccessivamente ‘rilassato/molle’ (ipotonia) o, al contrario, molto rigido (ipertonia).
2. Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD) e Goffaggine
Quando i movimenti risultano imprecisi, lenti o impacciati rispetto all'età e alle attese.
Spesso definiti come bambini “goffi” o “sbadati”, i bambini con Disturbo della Coordinazione Motoria (Developmental Coordination Disorder) fanno una reale fatica ad eseguire e coordinare azioni motorie che per i coetanei sono automatiche.
Inciampi e cadute frequenti
Difficoltà di equilibrio dinamico: il bambino cade spesso correndo o camminando, sbatte contro gli ostacoli.
Autonomie personali compromesse
Estrema fatica nell’allacciarsi le scarpe, usare i bottoni, vestirsi da soli o usare correttamente le posate.
Fatica nello sport
Difficoltà a prendere o lanciare una palla al volo, andare in bicicletta senza rotelle o seguire ritmi motori complessi.
Lentezza esecutiva
Il bambino impiega molto più tempo rispetto ai compagni per completare attività che richiedono destrezza motoria.
3. Disprassia Motoria
Il divario tra l'intenzione (‘so cosa voglio fare’) e l'esecuzione (‘non riesco a organizzare il corpo per farlo’).
Un problema di pianificazione, non di forza
La disprassia non è una paralisi o una mancanza di forza muscolare. È un disturbo neurologico che colpisce la capacità del cervello di ideare, pianificare ed eseguire una sequenza motoria complessa per raggiungere uno scopo.
Il bambino disprassico si stanca enormemente perché non riesce ad automatizzare i movimenti: ogni volta che esegue un'azione complessa, deve pensarci come se fosse la prima volta.
4. Difficoltà Grafomotorie e Visuo-Spaziali
Dalla fatica a colorare nei bordi ai precursori della disgrafia.
Impugnatura Scorretta
Il bambino impugna la matita in modo anomalo, stringe troppo (crampo dello scrivano) o ha un tratto troppo leggero/troppo calcato.
Precursori della Disgrafia
All’ultimo anno di asilo o in prima elementare: rifiuto di disegnare, fatica a copiare forme geometriche, lettere mal strutturate o illeggibili.
Disorganizzazione Spaziale
Fatica a gestire lo spazio sul foglio bianco o nei quadretti, lettere che ‘volano’ o si accavallano, incapacità di rispettare i margini.
Integrazione Visuo-Motoria
Difficoltà a coordinare ciò che l’occhio vede con ciò che la mano deve fare (es. copiare dalla lavagna, fare puzzle, costruire con i Lego).
Il disegno non è mai solo ‘un disegno’
Rifiutare sistematicamente di disegnare o colorare alla scuola dell'infanzia non è quasi mai pigrizia. Spesso è una strategia di evitamento messa in atto dal bambino perché percepisce un'enorme fatica motoria o visuo-spaziale in quell'attività.
Paralisi Cerebrale Infantile (PCI)
La PCI è una condizione neurologica permanente, dovuta a un danno del sistema nervoso centrale avvenuto in epoca prenatale, perinatale o nei primi anni di vita. Comporta:
Alterazioni del tono muscolare (Rigidità, Ipotonia)
Difficoltà motorie globali
Problemi nell'equilibrio, nella postura, nella coordinazione
Possibili difficoltà nel linguaggio, nella deglutizione e nella comunicazione
In alcuni casi disturbi cognitivi ed epilessia
È una condizione molto eterogenea: ogni bambino presenta un quadro unico.
Il trattamento richiede un intervento multidisciplinare continuativo.
Disturbi neuromotori associati a patologie neurologiche
Si tratta di difficoltà motorie che compaiono all'interno di quadri neurologici più ampi, come:
Epilessie Accompagnate da regressioni motorie o effetti secondari ai farmaci
Neoplasie cerebrali o trattamento oncologici
Lesioni cerebrali acquisite (traumi, ictus)
Malattie genetiche o metaboliche
Possono coinvolgere:
Postura
Equilibrio
Coordinazione
Motricità fine e globale
Controllo del movimento
In questi bambini l'intervento mira a recuperare o compensare le funzioni, prevenire complicanze e sostenere autonomia e partecipazione.
Presa in Carico Neuropsicomotoria (TNPEE)
L'intervento d'elezione per i disturbi del neurosviluppo nella fascia d'età 0–8 anni.
Valutazione Neuropsicomotoria
Attraverso test standardizzati e l’osservazione clinica del gioco spontaneo, valuta le competenze motorie, cognitive e relazionali.
Terapia attraverso il Gioco
In una stanza attrezzata (tappeti, spalliere, moduli morbidi), il TNPEE usa il gioco per raggiungere specifici obiettivi riabilitativi.
Potenziamento Grafomotorio
Training specifici per migliorare l’impugnatura, la coordinazione oculo-manuale e prevenire o trattare la disgrafia.
Lavoro in Rete
Stretta collaborazione con genitori, scuola (insegnanti di sostegno) e altre figure cliniche (Logopedista, Psicologo, Neuropsichiatra).
Principali figure professionali coinvolte nella presa in carico
Domande Frequenti
Mio figlio ha 5 anni e inciampa spesso, gli cade sempre tutto dalle mani. È solo sbadato?
Se gli inciampi, la tendenza a urtare le cose o a farle cadere sono molto frequenti e non si risolvono con la crescita, potrebbe non essere semplice 'sbadataggine'. Potrebbe trattarsi di una difficoltà di coordinazione motoria o visuo-spaziale (DCD). Una valutazione psicomotoria può chiarire rapidamente il quadro.
Che differenza c'è tra Fisioterapia e Neuropsicomotricità (TNPEE)?
Il Fisioterapista lavora prevalentemente sul recupero ortopedico o muscolare (es. dopo traumi o in paralisi cerebrali per il mantenimento articolare). Il Terapista della Neuro e Psicomotricità (TNPEE) lavora sullo sviluppo globale del bambino (motorio, cognitivo ed emotivo) legato al Sistema Nervoso Centrale, utilizzando il gioco e la relazione come strumenti terapeutici principali.
All'asilo mi dicono che impugna male il pennarello. Devo correggerlo continuamente?
Correggere continuamente il bambino forzandogli le dita serve a poco e genera solo frustrazione e rifiuto per il disegno. L'impugnatura scorretta dipende spesso da una debolezza della muscolatura fine della mano o da immaturità posturale. Serve un intervento mirato su pre-requisiti (giochi con mollette, pinzette, creta) guidato dal neuropsicomotricista.
La neuropsicomotricità serve anche per bambini iperattivi o con ADHD?
Sì, è l'intervento di elezione, soprattutto in età prescolare. Il neuropsicomotricista lavora con il bambino sulla regolazione dell'impulsività, sui tempi di attesa, sull'inibizione motoria ('imparare a fermarsi') e sull'aumento dei tempi di attenzione sostenuta, sempre attraverso attività ludiche strutturate.
Mio figlio non gattona e ha iniziato a camminare subito. È un problema?
Il gattonamento è una tappa importante perché allena la coordinazione crociata (braccio destro-gamba sinistra) e la visione binoculare, ma non tutti i bambini lo fanno. Tuttavia, se l'omissione del gattonamento si associa ad altre fatiche (es. scarsa esplorazione, goffaggine, asimmetrie), è utile un'osservazione specialistica.