Area dell'Apprendimento

Disturbi e Difficoltà dell'Apprendimento

In questa area rientrano:

1) DSA, 2) difficoltà non specifiche e 3) disturbi secondari a condizioni cliniche.

La prima distinzione è fondamentale: non tutte le difficoltà a scuola sono DSA.

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Panoramica dell'Area dell'Apprendimento

Tre grandi gruppi: specifici, non specifici, secondari.

1) DSA

Disturbi specifici della lettura, scrittura e calcolo (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia).

2) Non specifici

Difficoltà scolastiche legate a fattori emotivi, ambientali, culturali o linguistici.

3) Secondari

Difficoltà dell'apprendimento che derivano da condizioni cliniche (es. ASD, ADHD, disabilità intellettive).

Perché questa distinzione è cruciale

Se una difficoltà scolastica è non specifica o secondaria, l'intervento cambia radicalmente.

L'obiettivo non è “dare un nome” in fretta, ma capire con precisione la natura della difficoltà e costruire un percorso efficace che risolva le cause alla radice.

1) Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)

Disturbi evolutivi che riguardano lettura, scrittura e calcolo.

Dislessia

Difficoltà nella lettura: lenta, poco accurata, faticosa. Segnali: inversioni di lettere, salti di riga, fatica con i suoni.

Disortografia

Errori nella scrittura: omissioni, confusione di suoni simili (f/v; t/d), errori nelle doppie e nelle regole ortografiche.

Disgrafia

Disturbo della qualità grafica: scrittura poco leggibile, gestione dello spazio nel foglio difficoltosa, stanchezza motoria.

Discalculia

Difficoltà con numeri e calcolo: senso del numero, memorizzazione tabelline e recupero rapido dei fatti aritmetici.

Attenzione: non è solo “andare male a scuola”

Un percorso diagnostico-valutativo è fondamentale per definire con accuratezza la condizione di DSA.

Il fattore tempo: La diagnosi di DSA non può essere formulata prima della fine della seconda classe della scuola primaria (per dislessia e disortografia) o della terza classe (per la discalculia). Questo perché è necessario attendere i tempi fisiologici di automazione dei processi di lettura, scrittura e calcolo.

2) Difficoltà scolastiche non specifiche

Legate a fattori emotivi, ambientali, culturali o linguistici.

Fattori emotivi

Ansia da prestazione, stress, vissuti di frustrazione o bassa autostima possono bloccare l'attenzione e la memoria scolastica.

Fattori ambientali

Contesto familiare, routine instabili, eccessivo carico di impegni o scarsa qualità del sonno incidono sul rendimento.

Fattori culturali

Differenze di esposizione linguistica o frequenti cambi di contesto educativo possono influenzare la velocità degli apprendimenti.

Fattori linguistici

Difficoltà legate alla lingua veicolare (es. seconda lingua) o a lievi fragilità linguistiche pregresse che frenano la comprensione.

Quando la difficoltà è “non specifica”

In questi casi, il lavoro più efficace combina supporto emotivo, potenziamento delle strategie di studio e riorganizzazione del contesto di apprendimento.

3) Disturbi dell'apprendimento secondari a condizioni cliniche

Quando l'apprendimento è influenzato da un quadro clinico di base.

Spettro Autistico (ASD)

La comunicazione sociale e la rigidità possono incidere su comprensione del testo e gestione delle richieste scolastiche complesse.

ADHD

Il deficit d'attenzione e l'iperattività compromettono l'organizzazione dello studio e il completamento dei compiti.

Disabilità intellettive

Difficoltà cognitive globali che influenzano la velocità di acquisizione e l'autonomia complessiva nello studio.

Disturbi del linguaggio

Fragilità linguistiche che interferiscono con la comprensione di consegne orali e la produzione scritta.

Disturbi motori

Difficoltà motorie fini che possono ostacolare la scrittura e la precisione in attività pratiche o geometriche.

Profilo complesso

Quando coesistono più condizioni, serve un progetto condiviso che coordini i vari interventi in un'unica direzione.

Cosa cambia quando la difficoltà è secondaria

L'intervento non si limita a potenziare la singola abilità scolastica.

È fondamentale agire sui fattori clinici di base (attenzione, linguaggio, motricità) che rendono difficile l'apprendimento in classe.

Presa in carico

Un percorso strutturato per il benessere scolastico.

Valutazione del Profilo

Per identificare se la difficoltà è DSA, non specifica o secondaria attraverso test standardizzati e osservazione clinica.

Supporto Personalizzato

A seconda della condizione riscontrata, si possono sviluppare percorsi diversi: potenziamento delle abilità, sostegno emotivo o interventi sulle aree cognitive di base.

Strategie di Studio

Accompagnare lo studente nell'organizzazione del lavoro scolastico, nella gestione del carico di compiti e nell'apprendimento di un metodo di studio che si adatti alle sue possibilità, riducendo la fatica e aumentando l'autonomia.

Collaborazione Rete

Un buon intervento lascia sempre spazio al dialogo con la scuola, fondamentale per definire il progetto educativo, valutare gli strumenti compensativi/dispensativi nei momenti di verifica e valutazione.

Principali figure professionali coinvolte nella presa in carico

Neuropsichiatra infantile

Neuropsicologo

Logopedista

Pedagogista

Educatore professionale

Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE)

Psicologo/Psicoterapeuta

Tutor DSA

Domande Frequenti

Se va male a scuola, è per forza un DSA?

No. Come abbiamo visto, esistono difficoltà non specifiche (emotive, ambientali) e secondarie a quadri clinici che richiedono approcci differenti.

Come distinguere un DSA da una difficoltà non specifica?

La valutazione neuropsicologica serve proprio a capire se la fragilità è circoscritta a lettura/scrittura/calcolo o se dipende da altri fattori.

Perché è importante coinvolgere la scuola?

Perché allineare gli strumenti tra casa e scuola riduce la frustrazione del bambino e rende il percorso riabilitativo molto più efficace.