Area Neuropsicomotoria e Motoria

Coordinazione Motoria

Sviluppo, campanelli d'allarme e strategie per sostenere il bambino.

La coordinazione motoria è una capacità complessa che nasce dall'integrazione di corpo, sensi e cervello.
Vista, udito, tatto, equilibrio, propriocezione e muscoli lavorano insieme per produrre movimenti fluidi e funzionali. Queste competenze si sviluppano soprattutto nei primi anni di vita e raggiungono una buona maturazione intorno ai 6-7 anni.

Quando questo processo non segue un percorso armonico possono emergere difficoltà nella pianificazione, organizzazione ed esecuzione dei movimenti: parliamo di Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD).

Le principali tappe di sviluppo

0-3

da 0 a 3 mesi

  • Aumenta gradualmente la capacità di controllare la testa, che riesce poco a poco a tenere sollevata. Comincia anche a sollevarla verso l'alto quando è a pancia in giù.

  • Aumenta gradualmente la capacità di portare le mani alla bocca.

3-5

a 4 mesi (3-5 mesi)

  • Solleva bene la testa e la gira di lato, anche a pancia in giù. In questa posizione, può cominciare a spingere sui gomiti.

  • Tenta di mettersi sul fianco quando si trova a pancia in su.

  • Riesce ad afferrare oggetti, a scuoterli, a portarli alla bocca.

5-7

a 6 mesi (5-7 mesi)

  • Sta seduto con o senza appoggio.

  • Riesce a mettersi su un fianco e a rotolare.

  • Si piega sulle ginocchia quando i piedi sono appoggiati a una superficie stabile.

  • Afferra gli oggetti, sia con la destra sia con la sinistra, e li porta alla bocca.

8-10

a 9 mesi (8-10 mesi)

  • Rotola, striscia, gattona, si mette a sedere da solo.

  • Riesce a sostenere il proprio peso sulle gambe e, in alcuni casi, a mettersi in piedi.

  • Passa oggetti da una mano all'altra, li lascia, riesce ad afferrare oggetti con due dita.

11-15

a 12 mesi (11-15 mesi)

  • Si mette in piedi e compie passi laterali, cammina appoggiandosi ai mobili o in modo autonomo.

  • Afferra oggetti in modo sempre più fine e coordinato.

  • Inizia a usare da solo il cucchiaino.

  • Gioca con i vestiti e, se può, si sfila le calze.

  • Mette e toglie oggetti in/da un contenitore.

18-24

a 18-24 mesi

  • Cammina in modo autonomo, corre, supera piccoli ostacoli, "balla".

  • Trascina oggetti mentre cammina.

  • Può bere dal bicchiere e mangiare con il cucchiaio.

  • Sale e scende dai mobili senza aiuto, sale e scende le scale tenendosi a un supporto;

  • Riesce a infilare piccoli oggetti e a copiare segni molto semplici.

  • Può dare una mano quando viene svestito.

30-36

a 30-36 mesi

  • Sale e scende le scale alternando i piedi (uno per ogni scalino); salta, inizia a pedalare.

  • Disegna tenendo la matita nella posizione corretta, incolla, usa le forbici.

  • Controlla gli sfinteri di giorno.

  • Riesce a completare piccoli puzzle e a costruire piccole torri.

  • Riesce a copiare i cerchi con la matita.

3,5-4

a 3,5-4 anni

  • Salta e riesce a stare su un piede solo per qualche secondo.

  • Riesce ad afferrare una palla al volo.

  • Riesce a manipolare il proprio cibo (mescolare, tagliare, versare) in modo abbastanza corretto.

  • Usa bene le forbici.

4-6

a 4-6 anni

  • Gestisce da solo il mangiare e l'igiene personale.

Quando preoccuparsi? Campanelli d'allarme

Alcuni segnali che possono indicare difficoltà di coordinazione:

0–12 mesi
  • irritabilità, difficoltà di suzione o sonno;
  • ritardi nelle tappe motorie (rotolare, stare seduto, gattonare);
  • difficoltà nella prensione fine e nell'esplorazione degli oggetti;
  • lallazione assente o molto scarsa.
Età prescolare
  • movimenti goffi, difficoltà a pedalare o salire le scale;
  • scarsa resistenza o facile affaticamento;
  • difficoltà a manipolare piccoli oggetti, usare le forbici, colorare;
  • disinteresse per il gioco motorio;
  • linguaggio povero, difficoltà ad articolare parole;
  • problemi di attenzione e regolazione comportamentale.
Età scolare
  • scrittura lenta o poco leggibile;
  • difficoltà nell'organizzazione dei compiti e del materiale;
  • problemi in matematica e nella copiatura dalla lavagna;
  • difficoltà negli sport e nelle attività fisiche;
  • bassa autostima, evitamento sociale o frustrazione.

Se queste difficoltà interferiscono con la vita quotidiana è consigliabile rivolgersi a un professionista.

Quando intervenire?

È importante rivolgersi a uno specialista quando:

  • le difficoltà motorie persistono nel tempo;
  • incidono sulla vita quotidiana (scuola, gioco, autonomia);
  • il bambino evita attività che richiedono movimento;
  • compaiono frustrazione, insicurezza, ritiro sociale.
Il terapista può lavorare su:
  • consapevolezza corporea,
  • equilibrio e forza,
  • pianificazione motoria,
  • coordinazione fine,
  • integrazione bilaterale,
  • autonomia nei gesti quotidiani,
  • motivazione e fiducia in sé.

Una valutazione da parte di:

  • Neuropsichiatra Infantile
  • Terapista della neuro-psicomotricità dell'età evolutiva

permette di riconoscere tempestivamente eventuali difficoltà e di definire un percorso di supporto adeguato.

Con un intervento mirato e precoce, i bambini possono raggiungere un buon livello di competenza e partecipare serenamente alle attività quotidiane.

Perché intervenire presto?

Un intervento precoce permette di:

  • evitare che la goffaggine diventi un vero ostacolo nelle attività quotidiane;

  • ridurre il rischio di conseguenze emotive come bassa autostima, ansia e frustrazione;

  • supportare lo sviluppo delle abilità motorie di base prima che diventino automatizzate;

  • prevenire difficoltà scolastiche (lettura, scrittura, ambito logico-matematico);

  • aiutare il bambino a sviluppare strategie efficaci e una buona consapevolezza corporea.

La ricerca mostra che le difficoltà motorie raramente si risolvono da sole: i bambini spesso imparano ad evitare ciò che è difficile, non a farlo meglio. Un aiuto tempestivo può evitare questo circolo vizioso.

Cosa puoi fare tu, ogni giorno?

Azioni semplici e quotidiane possono aiutare molto il bambino.

Osserva come si muove:
  • braccia, gambe e tronco si muovono in modo fluido?
  • riesce a imitare gesti semplici senza oggetti (ciao, batti cinque, indicare)?
  • usa la mano destra e sinistra in modo differenziato?
  • riesce a gestire gesti quotidiani come pettinarsi, bere, soffiarsi il naso?
Proponi piccoli giochi utili, come:
  • calciare una palla, superare piccoli ostacoli;
  • fare le costruzioni, aprire barattoli, usare le chiavi, costruire bracciali con perline;
  • soffiare bolle, spegnere candeline, fare linguacce;
  • giochi di imitazione e di azioni quotidiane (“facciamo finta di…”).
Incoraggia la partecipazione ad attività ludico ricreative adatte (sport come: nuoto, danza, arti marziali, atletica…).
Dai la possibilità di esercitare sequenze motorie: apparecchiare, riempire lo zaino, travasi, piccoli lavori in cucina.
Aiuta istruttori e insegnanti a conoscere i punti di forza del bambino.
Usa abbigliamento facile (velcro, elastici).
Stimola le attività in cui è bravo (arte, musica, costruzioni…).
Supportalo nell’organizzazione dei compiti e del materiale scolastico.

Perché la coordinazione motoria è importante?

La coordinazione motoria è fondamentale per lo sviluppo globale del bambino: non riguarda solo il “sapersi muovere”, ma coinvolge corpo, percezione, attenzione, organizzazione e autonomia. Un buon livello di coordinazione permette al bambino di esplorare l'ambiente, partecipare ai giochi, stare con gli altri e affrontare con sicurezza le attività quotidiane.

Una coordinazione efficace sostiene:

L’ autonomia personale,come vestirsi, mangiare, usare gli oggetti.
Le competenze scolastiche,incluse grafomotricità, scrittura, attenzione e organizzazione.
L’ autostima,perché il bambino si sente capace e competente.
La partecipazione sociale,limitando evitamenti, frustrazione e isolamento.
Lo sviluppo cognitivo,grazie all’integrazione tra sensi, movimento e pianificazione.

Quando la coordinazione motoria è compromessa, il bambino può fare più fatica in molte aree della vita quotidiana. Un intervento precoce aiuta a migliorare le abilità motorie, prevenire ricadute emotive e favorire il benessere futuro.

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